Ancora una risposta sul Gazzettino di Padova...


Oggi sul gazzettino di Padova il sig. Muratori ha risposto alla nostra replica (potete leggerla sul blog)a proposito dei nostri amati Colli Euganei....Chissà che non si riesca ad avere un incontro con questa persona, un minimo di dialogo non può che giovare al nostro sport, facciamoci sentire e soprattuto cerchiamo di far capire al mondo intero che non siamo dei banditi....segue l'articolo:

da Il Gazzettino di Padova

Mercoledì 4 Febbraio 2009,
In tempi difficili come gli attuali riuscire a far ridere ritengo sia comunque una azione meritoria, peccato che a “tenersi la pancia” per quanto ho denunciato sia solo il sig. Antonio Annoni della Associazione Fuoristradisti Italiani, che ha trovato nel mio asserire ragioni per sbellicarsi dalle risate.
      Purtroppo non ridono invece gli abitanti dei Colli e chi frequenta nei modi leciti i sentieri di collina, da cui ci sono giunte le segnalazioni che ci hanno portato a denunciare pubblicamente quanto sta accadendo e le loro accuse sulle violazioni dei fuoristradisti a mezzo stampa sono costanti.
      Da tempo assistono impotenti alla sistematica violazione della legge perpretata impunemente dai motocrossisti, perché se questi ultimi rispettassero la legge nessuno avrebbe nulla da ridire del loro agire.
      Ma ciò che accade con sempre maggior frequenza è che costoro transitano nelle zone vietate, con motocicli a volte addirittura senza targa per impedire di essere riconosciuti, agendo quindi in totale sistematica violazione del codice, oltre a recare un danno certo all’ambiente.
      I toni stizziti usati nella replica alla nostra denuncia mi pare che tendano a svalutare il valore della legalità, perché abbiamo contestato solo i comportamenti illegali, certo a tutti dà noia dover fare la coda per un semaforo rosso, ma non per questo lo passiamo impunemente, sentendoci legittimati a violare per un nostro personale tornaconto il codice della strada,
      Quanto poi a cercare di far intendere che i motocrossisti siano dei benefattori per la gente dei Colli, in quanto frequentatori di osterie e ristoranti, non credo necessitino confutazioni di sorta, l’affermazione si commenta da sola.
      Per le imputazioni mosse al Parco Colli nutro la speranza che lo stesso risponda nei modi adeguati, anche se mi sembra necessario far notare che i contenuti dell’art. 3/e delle Norme Tecniche del Piano Ambientale non si possano assolutamente interpretare nel verso desiderato dal sig. Annoni, che invito a rileggersi il testo per intero.
      Voglio invece riportare uno stralcio essenziale dell’Art 28 “…Percorsi per il turismo e la fruizione” per far capire con chiarezza quale sia la volontà di detto Piano, che prevede al comma e) “il percorso escursionistico d’attraversamento, snodato lungo strade non asfaltate e lungo sentieri, per la fruizione a piedi, a cavallo o in bicicletta, dorsale principale su cui si innestano i percorsi escursionistici a circuito locale”, come vede non è assolutamente previsto che vi siano fuoristradisti lungo questi sentieri, né all’interno di boschi o campi.
      Per quanto riguarda la richiesta di fare i nomi delle vittime, essendo davvero troppe, invito chi avesse interesse a conoscere i nomi delle vittime a rileggere la cronaca soprattutto degli anni ottanta e novanta, ma voglio citare almeno un caso in quanto recente ed eclatante, mi riferisco alla guardia ecologica investita da un motocrossista in fuga il cui processo è ancora in corso, che ha portato il Sig. Luciano Forzan, responsabile delle 18 Guardie Giurate Volontarie, ad affermare in un articolo di un po’ di tempo fa “Ultimamente di multe ai motocrossisti ne abbiamo fatte parecchie. Il problema è fermarli. Per evitare di essere investiti solitamente blocchiamo il sentiero mettendo di traverso la Panda e tentiamo di fermare l’ultimo della fila. Diversamente quando sono più di uno rischiamo il linciaggio. Il motociclista che domenica ha investito il collega era stato multato non molto tempo fa. Quasi sempre viaggiano con la targa occultata o addirittura senza”.
      E sarebbero questi i benefattori?
      Tuttavia poiché il FAI non agisce proponendo solamente vincoli di ogni sorta, ma da anni abbiamo dimostrato come una corretta gestione del patrimonio culturale ed ambientale possa essere seriamente anche una risorsa economica per il territorio, siamo disposti e disponibili a incontrare chiunque voglia sottoporci con responsabilità problematiche di natura ambientale, anche quelle di piccole minoranze e noi le analizzeremo senza preconcetti, perché siamo certi che una soluzione corretta e condivisibile si può trovare ad ogni problema, anche il più apparentemente incompatibile.
      Arch. Giulio Muratori
     
     
Capo Delegazione FAI di Padova